Sotto la pelle della Multistrada

Alla presentazione della nuova Ducatona on-off, l’ing. Claudio Domenicali ha spiegato le novità di questo modello al debutto e che sono davvero numerose e importanti.
Novità concettuali perchè è assolutamente evidente che la progettazione della Multistrada è stata preceduta da un’analisi approfondita di come deve essere, che cosa deve poter fare e di che cosa gli utenti si aspettano da un modello di questa categoria. Secondo aspetto è l’utilizzo davvero spinto che è stato fatto dell’elettronica per raggiungere gli obiettivi prefissati e che, senza software di gestione sofisticati, in molti casi sarebbero stati incompatibili tra loro e avrebbero quindi imposto soluzioni di compromesso. Invece ecco che i cavalli possono variare da 150 a 100 con in più curve di erogazione differenti a seconda delle condizioni di utilizzo e, in contemporanea, cambiano anche la risposta della manopola del gas (del tipo elettronico, ovviamente) e  la taratura del controllo di trazione (di serie così come l’ABS). Come se non bastasse, il software interviene anche a cambiare le caratteristiche delle sospensioni anteriore e posteriore (sia nell’idraulica e sia nel precarico) attraverso l’utilizzo di motori elettrici passo-passo che sostituiscono i classici interventi manuali.
In questa gestione elettronica si intravvede benissimo il trasferimento di know how che c’è stato dalle esperienze in MotoGP alla produzione di serie, recuperando così in modo compiuto l’assunto che le corse siano il miglior banco di prova per le migliorie da trasferire ai modelli stradali. Insomma, con la Multistrada Ducati si è davvaro messa all’avanguardia di tutta la produzione mondiale per capacità di analisi del mercato, per capacità di interpretare segmenti di prodotto esistenti in modo innovativo e per capacità progettuale: complimenti davvero!


Bookmark and Share

Stampa Stampa | Invia ad un amico | Lascia un commento


24 Commenti »

  1. di m800sie | 11 Novembre 2009 h. 10:17


    Per ora l’ho vista soltanto in fotografia ed esteticamente mi piace molto, poi ho letto anche i contenuti tecnologici che trovo molto interessanti !
    Ormai da qualche anno assistiamo ad una sempre più massiccia introduzione dell’elettronica nelle moto, Ducati sotto questo punto di vista non innova nulla, altre case avevano già introdotto la possibilità della gestione della centralina, alcuni modelli di BMW, sono anni che hanno come optional la possibilità della taratura elettronica delle sospensioni, quindi Ducati si adegua e probabilmente “sviluppa” questo nuovo mondo e modo di gestire e “plasmarsi” la moto in base alle proprie esigenze, probabilmente è la prima in questo senso a dare la possibilità di scelta di due potenze motore sostanzialmente differenti, che trovo una soluzione interessante.
    Che dire, immagino che in molti storceranno il naso quando si sente parlare di tutta questa elettronica, ma l’era della moto a carburatori è finita anni fa, ed ora nessuno dice nulla se nella moto ci sono iniettori, quindi è questione di abituarsi a queste innovazioni, che secondo il mio punto di vista aprono nuove strade e dando la possibilità di “cucirsi” la moto addosso, la rendono ancora più divertente.

  2. di ombra 57 | 11 Novembre 2009 h. 10:29


    Bravi. Finalmente una moto a 360°, bella e utilizzabile. Rimane solo un’incognita. Quanto costa?

  3. di billociccio | 11 Novembre 2009 h. 15:24


    Eeessì Direttore.
    Se il “pacchetto” Multistrada 1200 funziona a dovere… Ducati… potrebbe davvero aver fatto Tombola!!!
    Se escludiano la vista frontale del cupolino…. che ricorda un pò quella di uno scooter e non a tutti può sucitare sconfinato amore a prima vista…. a Ducati, questa volta, va davvero fatto un applauso!!!
    Per il “pacchetto” di prelibatezze tecniche che contiene e, soprattutto, per un’interpretazione “finalmente moderna” della moto a 360° e dove, il velato, ma pursempre presente quanto improbabile richiamo “dakariano” delle BMW GS, non trova il minimo appiglio.
    Nella speranza che nei fatti sia tutto a “prova di bomba”!
    Brava Ducati!!!

  4. di norman0206 | 11 Novembre 2009 h. 18:34


    Sará sicuramente un gioiello della scienza e della tecnica, su questo non discuto ma, a parer mio, si conferma come una delle moto piú brutte che ci siano in circolazione; sono riusciti a fare un frontale ancora piú brutto di quello giá orribile della versione precedente.

  5. di alex998r | 12 Novembre 2009 h. 12:11


    Ma non c’è nessuno che parla del prezzo?? La versione base costa 15000 euro e quella sportiva 18000, TRENTASEIMILIONI delle vecchie lire!!!! Ma ragazzi siamo pazzi, mi ci compro una supersportiva, tipo il 1198. Parliamo ancora della famigerata ELETTRONICA. Io ci lavoro con l’elettronica, è il mio pane quotidiano da 20 anni, fanno passare le econimie sulla componentistica, come innovazione tecnologica. Ragazzi la tecnologia usata oggi sulle moto è vecchia di almeno 10 anni. Con il ride By wire hanno eliminato tutti i cavi, guaine ecc e li hanno sostituiti con uno stepper motor dal costo ridicolo; quando poi rimarrete a piedi per strada, maledirete il fatto di non avere i due cavi di acciaio che comadano le farfalle, senza contare il fatto poi che, quando sarà ora di metterci su le mani dal mecca, saranno dolori!! La diagnosi non ci azzecca sempre. Va bene l’elettronica, ma fino a un certo punto, il resto è fumo negli occhi, MARKETING

  6. di ombra 57 | 13 Novembre 2009 h. 14:30


    Daccordissimo con “alex998r” per quanto riguarda sia l’eccessiva eletronica a bordo che per il prezzo. Parzialmente daccordo con “normano0206″ per quanto rigurda l’estetica. Ci sono moto che fanno uguale e costano la metà.

  7. di geba@libero.it | 13 Novembre 2009 h. 15:18


    Parole Sante quelle di alex998r

  8. di papik0410 | 13 Novembre 2009 h. 20:55


    mi ha lasciato un pò perplesso il commento di M800sie che paragona la regolazione delel sospensioni della Multistrada a quelle da tempo installate ( optional) sulla BMW,ma se ho ben compreso sulla Multistrada sono ” legate” alla scelta della mappatura,come è logico.Non mi sembra che la BMW abbia disponibili 4 mappature così diverse con interventi così distruìbuiti come la Ducati.
    Un ‘altro particolare è che la sospensione attiva della Ducati è certamente più avanzata,se non altro per essere nata in tempi più recenti!
    Quanto al problema “elettronica” sono d’accordissimo con quanto scritto da Alex ,però lui saprà certamente che è tutto in funzione delle scelte di progetto e dei costi: se vuoi una elettronica che duri 10 anni e funzioni con tutti i climi e sopporti le vibrazioni peggiori,paghi e la ottieni….e non è una”balla” , vedi Satelliti ed anche elettronica professionale!
    Papik

  9. di ros0310 | 13 Novembre 2009 h. 21:17


    L’ho vista in fiera e pur non essendo un estimatore delle ducati e della brutta multistrada questa mi è piaciuta molto, specialmente nella versione turistica, quardando le specifiche tutto benissimo, fino all’utima riga dove c’è scritto 18.900 euro. Ma siamo impazziti.
    Questa farà entusiasmare il direttore (al contrario della mia Honda CBF 1000 ST mai visualizzata sulla rivista) ma chi se la compra. Caro direttore anche la sua rivista non è entusiasmante sembra che esista solo la BMW, ma costa 2 euro e me la posso permettere

  10. di gattostanco | 13 Novembre 2009 h. 23:50


    Io temo che il marketing Ducati stia rischiando di vanificare l’ottimo lavoro che pare aver fatto l’ufficio progettazione…

    Mi spiego.
    Mettiamo che io sia un motociclante-turista appassionato, che percorre circa 20.000 chilometri all’anno e che ogni due anni, due anni e mezzo, abbia l’intenzione di rinnovare la propria cavalcatura.
    Oggi Bmw (GS in primis, ma anche RT) è la scelta che garantisce la migliore rivendibilità con chilometraggi tra i 40 ed i 50.000 chilometri.

    Ducati, con la nuova Multistrada ha costruito la moto più divertente da guidare ed anche comoda e protettiva, però costa uguale a Bmw, ma so anche che a 50.000 chilometri sarà più svalutata e più difficile da permutare.

    Cosa compro?
    Probabilmente rinuncio alla guida migliore, a un po’ di divertimento in più tra le curve delle Alpi, dei Vosgi, dei Pirenei, degli Appennini… rinuncio anche a 40 cavalli e …mi compro un’altra Bmw.

    E’ un po’ la fine che ha fatto la Stelvio oppure la Granpasso: tutti, soprattutto per quest’ultima, a dirne un gran bene, ma poi chi se la compra???

    …se la Multistrada fosse stata messa fuori a, diciamo, mille/duemila euro in meno del GS, beh, allora la strada probabilmente per Ducati sarebbe stata molto più in discesa, viste le premesse tecnologiche che ha dentro di sè.

    Spero di sbagliarmi, naturalmente ;)

    Lamps

    Gattostanco

  11. di mollui | 14 Novembre 2009 h. 21:04


    Vorrei fare una critica alla rivista Due Ruote a proposito della presentazione della Multistrada 1200 (che tra parentesi trovo molto bella ed innovativa, anzi sono affascinato dal mix di sportività e confort che esprime , per non parlare del motore sicuramente eccezionale).
    E’ mai possibile che nell’ultimo numero che ho visto oggi, nonostante fossero già disponibili le foto della Multistrada (sono all’interno…), siate riusciti a fare una copertina con la “nuova” BMW R1200GS” e titolone sul “nuovo motore”???
    Va bene che è la moto più venduta, e sicuramente è un’ottima moto, ma NON SE NE PUò PIU DI VEDERE E VEDER PARLARE DI GS.
    E poi perché nemmeno citare la Multistrada nella copertina? Avete una spiegazione plausibile? Viene quasi da pensare male!!
    Comunque è un modo sicuro per sfavorire una moto (italiana) che sicuramente sarà il riferimento almeno tecnico della categoria (per Due Ruote è ancora il GS con 110 CV…); certo se poi la gente continuerà a comprare il GS solo per l’immagine, sicuramente Due Ruote avrà dato il suo contributo.
    Unico vero neo della Multistrada: il prezzo molto caro ma d’altra parte è lo stesso della BMW

  12. di amzingjeremy | 14 Novembre 2009 h. 21:41


    La moto in effetti costa un po’ troppo, è molto bella ma non ha le linee fascinose delle sportive Ducati da SBK o della Desmosedici, ha un elettronica all’avanguardia per tendere dove da anni tutte le case sognano di arrivare: la moto globale.
    Ritengo questo sogno inarrivabile ed impossibile; le moto ibride, o i suoi tentativi, hanno fatto sempre una brutta fine.
    Esistono secondo me solo riusciti compromessi. BMW (pesa un po’ tanto, turistica, no sport) o Honda transalp (turismo, pesa +/-, no sport) Honda hornet o Kawa Z (sport, leggerezza, no turismo).
    Con gli euro per acquistare una multistrada si comprano quasi tre moto giapponesi.
    La personalità di una moto come la Ducati non ha, però, uguali.
    E questo purtroppo, la Ducati Motor Holding, lo sa benissimo…prendere o lasciare.
    Un saluto a tutti

  13. di teotrop | 14 Novembre 2009 h. 22:45


    La moto sembra veramente bella e ben equipaggiata, finalmente una vera ducati anche nell’ambito turistico.
    Resta solo una vostra prova su strada x valutarne le sue reali doti poi se il verdetto sara’ favorevole e il prezzo concorrenziale allora finalmente diverro’ ducatista..

  14. di porcasound | 15 Novembre 2009 h. 18:49


    Sono possessore di una “vecchia” Multistrada 1100S.
    Sicuramente l’ormai vecchio modello della Multistrada ha fatto discutere per la sua veste estetica, ma poi, chi l’ha acquistata come me, ha da subito trovato un ottimo feeling con la moto e l’ha vissuta a 360°, dalla pista, al turismo, alla città fino alle escursioni sullo sterrato leggero.
    Ducati presenta la nuova Multistrada 1200, estetica totalmente rinnovata, motore 4 valvole per cilindro con raffreddamento a liquido da 150 cv, elettronica a bizzeffe.
    Ha senso continuare a chiamare Multistrada un mezzo simile quando non ha niente a che vedere con il vecchio modello.
    Attraverso l’elettronica si cerca di far sembrare più fruibile una moto che ha un interasse di circa 10 cm più lungo, un serbatoio di pari portata (20 l), una sella più alta, dimensioni più ingombranti, un ruotone posteriore da 190 sicuramente più vicino a una gomma da strada che a una gomma da all-track.
    Il marketing di certo chiedeva un modello pieno zeppo di diavolerie elettroniche (a che serve mettere 150 cv e poi limarli con il traction control se non per marketing?), con un aspetto meno azzardato rispetto al precedente modello. Il marketing ha richiesto questo modello. Capisco. Però, almeno fino alla prova, la nuova Multistrada non mi appassiona.
    Soprattutto per la tanta plastica goffrata a vista (prese d’aria anteriori, sottosella).
    Il prezzo non credo sia un problema. La Ducati da alcuni anni a questa parte (dall’era Domenicali, diciamo) si sente la Porsche delle 2 ruote. Prezzi elevati per un mezzo d’eccellenza. Beh, forse soprattutto in alcune finiture e in alcune scelte, l’eccellenza non si è raggiunta, almeno a detta di chi non guarda solo le foto ma cerca di analizzare anche i dati tecnici. Poi vorrò provarla per dare un giudizio sulla funzionalità.

  15. di ferro748 | 15 Novembre 2009 h. 21:09


    Ho letto tutti i Vs pareri e devo dire che mi trovo d’accordo un pò con tutti per quanto riguarda la nuova Multistrada. Vale a dire che è bella, propone soluzioni tecniche all’avvanguardia (almeno per Ducati), ha il carattere desmodromico nel suo DNA e che cerca di metter i bastoni nelle ruote alla BMW. Ma come ha detto amzingjeremy, mi pare, la moto globale è quasi sempre un flop! Figuriamoci con queste 4 mappature! Non vorrei esser nei panni di chi avrà le prime noie (le prime sono sempre le peggiori perchè in officina anche i tecnici/meccanici non sanno che pesci pigliare) della neonata Multistrada. E’ mio modestissimo parere che la Ducati si impegni ha produrre sempre più moto a minor prezzo di vendita (cercando così di sopperire,fin dove possibile, al deficit con le case giapponesi pur tenendo presente le dimensioni delle aziende) nel settore delle supersportive; settore quasi dominato dalla casa italiana in quanto a fascino (vedasi la 916 nel 1994) e prestazioni (1098 il bicilindrico con il miglior rapporto peso/potenza nella storia). Mi sono dimenticato di dire che io sono un Ducatista convinto, nonostante mi sembri che negli ultimi 2/3 anni si stia cercando di inseguire le case giapponesi e la loro logica di marketing, più che cercare di portare avanti una filosofia e uno stile di vita Ducatista come era in passato: moto dal carattere forte e difficile con un fascino ineguagliabile! Un saluto a tutti.

  16. di paolo9514 | 15 Novembre 2009 h. 22:06


    Allora………….andato al Salone Venerdì sera e l’ho vista finalmente dal vivo. Salirci sopra non era consentito.

    Le foto non rendono bene l’idea, è davvero compatta (sembra quasi piccola), certamente molto più di un GS, la moto con cui viene spesso confrontata, forse un po’ a sproposito……

    Finiture e componentistica appaiono ok - e vorrei vedere con un prezzo che sfiora i 15 k Eur per la versione base - l’unico appunto potrebbe essere il mono posteriore Sachs, su cui non ho sentito commenti particolarmente lusinghieri. La forcella invece è una poderosa Marzocchi rovesciata, con steli da ben 50 mm e completamente regolabile, che mi sembra decisamente ok. La versione “S”, invece, monta tutto Ohlins (e sfora i 17 k Eur !!!!!). La sella appare ampia e comoda, anche la porzione per il passeggero, pure se il dislivello col pilota è sensibile. Bellissimi i terminali di scarico.

    Il telaio è composto dal “solito” traliccio di tubi, accoppiato a due piastre laterali e, dietro, a un reggisella chiuso da una struttura in materia plastica (credo sia una sorta di polimero, ma sinceramente non me ne intendo), che sotto presenta i gancetti per il fissaggio delle cinghie per i bagagli.

    Il peso dichiarato è di 189 kg a secco e non faccio fatica a crederlo, vista la compattezza. Con quel peso e quei livelli di potenza, le prestazioni dovrebbero essere da urlo……….

    Tra gli accessori, sono disponibili le borse laterali - che si integrano molto bene nella linea della moto - e (udite, udite !!!) il BAULETTO, anche se quello proposto da Ducati è piuttosto grosso…….

    I colori disponibili sono per ora tre, bianco, nero e rosso. Escludendo i primi due l’unico resta il rosso, magari un po’ scontato ma che, secondo me, valorizza al massimo la linea.

    E’ la Ducati che aspettavo, con cui si può fare più o meno di tutto…..non so se si è capito ma :

    ME NE SONO INNAMORATO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Ne auspico solo una versione meno potente (150 hp sono decisamente troppi), diciamo col motore 848 opportunamente modificato, anche per abbassare il prezzo che ora é decisamente fuori dal mondo…..

  17. di Ramas90 | 16 Novembre 2009 h. 11:23


    La ducati si è data anima e corpo, per questa moto…e mi auguro abbia il successo che merita. Anche se bisogna fare i conti con la sempre “regina” Gs 1200 che a dalla sua l’affidabilità guadagniata negli anni, mentre si sa la ducati a sempre avuto un pò di problemini, è sempre un passo avanti alle sfidanti. Spesso che compra una bmw gs 1200 non vuole una moto divertente tra le curve o con un motore esuberante, vuole solo andare… e andare…. senza fermarsi; operazioni meccanice come per esempio a tirare la catena o addirittura ogni tot km sostituire le cinghie della distribuzione primaria nella bmw sono scomparse grazie al cardano e all’utilizzo della catena nella distribuzione al posto della cinghia utilizzata solo dalla ducati .
    Io penso che la multistrada della ducati non possa competere con la bmw ma la ritengo più indirizzata a un uso più sportivo lo dimostrano anche i componenti tecnici e i materiali di più alto livello. Personalmente però io comprerei una ducati per le prestazioni che sicuramente saranno all’altezza del marchio. Ma soprattutto per il divertimento tra le curve e i passi delle alpi e la soddisfazione di veder scomparire dal mio specchietto retrovisore una moto come la “regina” Gs 1200

  18. di vanni050203 | 16 Novembre 2009 h. 12:20


    bah! dopo l’eperienza “estetica” della vecchia, questa multistrada la potevano fare un po’ meglio. la versione turistica, in modo particolare, mi sembra proprio … disequilibrata! certamente sotto il profilo tecnico (motore + ciclistica + elettronica) non ho nessuna critica da fare e, sono sicuro, i resoconti delle prove dimostreranno che è un ottima moto.

  19. di m800sie | 16 Novembre 2009 h. 13:05


    Rispondo a papik0410 che è rimasto perplesso (??)

    dal fatto che ho paragonato le sospensioni (elettroniche) di BMW con quelle della Ducati !
    Non mi sembra così sconvolgete il paragone dal momento che ad esempio GS e Multi 1200 sono moto simili e a mio avviso perfettamente confrontabili.
    Ho scritto che “Ducati si adegua e sviluppa” l’elettronica anche per quello che riguarda le sospensioni che su questa nuova Multi 1200 si modificano in base alla “scelta” della mappatura del motore come giustamente hai scritto tu !
    Sulle BMW con l’ESA, le regolazioni avvengono con un concetto differente, e cioè in base alle condizioni di utilizzo, cioè tengono conto se c’è la presenza del carico (valige), e/o del passeggero, se si vuole usare la moto in modo turistico o sport, e non mi sembra che anche questo concetto sia sbagliato, cosa che la nuova multi, mi sembra, non considera.
    Mi sembra che questa nuova Ducati punti di più ad avere 4 “caratteri” diversi più che (come BMW) ad avere più settaggi in base al “carico” durante l’utilizzo.

  20. di pellegrf | 17 Novembre 2009 h. 15:11


    Concordo con alex998r (ride by wire), con ros0310, mollui (prezzo e straparlare di BMW, anche se ne guido una…). Nel mio intimo ho sempre in mente un ben preciso tipo di motocicletta. E questo stereotipo lo uso come metro di misura. E’ più forte di me. Osservo questa nuova luccicante ducati e mi viene il mal di testa. Mi accorgo di essere ormai vecchio, motociclisticamente parlando. Sono un nostalgico dei cavi, della puzza di benzina, dei carburatori da pulire, che ci volete fare. Non mi rimangono che dei buoni usati. Ma Vi assicuro he ci ho provato ad essere aperto alle novità e alla presunta tecnologia ma poi come nel nostro caso, 18000 euro (trentasei milioni di una volta…), ma ne vogliamo parlare? No, inutile.

  21. di gluca59 | 17 Novembre 2009 h. 16:28


    Avete già detto tutto, ma dico comunque la mia.
    Scelta di marketing giusta; la Gs dimostra che, se hai il prodotto (ed il nome) giusto, su una moto ad ampio spettro d’uso si fanno i volumi di vendita.
    Estetica: ancora un “muso” da insetto, sembra uno scooter giapponese, anzi coreano. Niente di male in ciò, ma quelli vengono via a meno…
    Possibile che con tutta la storia Ducati non si potesse tirare fuori niente di meglio, o almeno di più personale?
    Ho apprezzato di più la Ducati scrambler che mostrate in “La moto che vorrei”, nello speciale su Eicma.
    Ok, è un’altra moto, ma mi piace (molto) di più.
    Per il resto sono d’accordo con chi dice che tutti quei cavalli, quella tecnologia (leggi complicazioni) forse non serve (anzi, sicuramente non serve, tranne come richiamo all’acquisto); quando (e se) uscirà la versione 896 in allestimento più basico, sarà una moto molto interessante (e speriamo che ciò aiuti anche per il prezzo)!
    Comunque brava Ducati

  22. di peters1 | 18 Novembre 2009 h. 18:38


    Capisco il volere entrare in un segmento fortemente orientato verso la csa dell’elica…ma questa Multistada 1200 ha preso più di uno spunto dalla “muccona”tedesca. Non solo l’aspetto esteriore, da Ducati magari ci si aspettava una linea più ricercata. L’elettronica ormai la fà da padrona su tutto (anche sulla sana esperienza di guida). Ma cosa serviranno 5/10 mappatura e tarature automatiche delle sospensioni???? Ho girato 1/2 Europa con una moto senza tutto questo e ne ho guadagnato in esperienza e piacere di guida. Su asciutto , bagnato e a volte qualche fiocco di neve. Vedo + utile un assetto variabile in base al peso che alla mappatura del momento. Mha forse sono un motoclista cecchio stampo… Ma comunque sottolineo quello che scrive Gattostanco, anche il prezzo sicuramente farà la sua parte. Lamps

  23. di rodec41 | 19 Novembre 2009 h. 00:00


    A suo tempo Borgo Panigale ha commesso un grave errore con la produzione della Multistrada (considerata il dna Ducati ,è come se la Ferrari si mettesse a produrre SUV,anche se qualche sceicco lo ha richiesto!) ora con questo nuovissimo modello ritenta la fortuna. Speriamo bene,ma la mission della factory bolognese è un’ altra: produrre due ruote di pregio per un marchio che vince in motogp e superbyke (proprio come fa la Ferrari con le sue auto) e per fare ciò ci vuole una grande capacità imprenditoriale che l’attuale proprietà non sembra avere. Infatti in Ducati non hanno il coraggio di andare sul mercato azionistico per trovare finanziamenti al fine e mettere in produzione maximoto motorizzate desmosedici. E proprio in un momento in cui si sono grandi investitori internazionali che cercano impieghi interessanti per i loro capitali,fermi per la crisi. Non vorrei che la Ducati facesse la fine della MV del conte Agusta: tanti allori ma nessuna ritorno economico- industriale e poi il declino inarrestabile.

  24. di multimarco | 27 Novembre 2009 h. 09:38


    Da felice possessore di Multistrada 1000DS e poi da felicissimo possessore di Multistrada 1100S posso dire che questa 1200 se la possono tenere ,se volessi un GS comprerei un GS.
    Vogliono fare come Porche? bene ,allora devono fare come MV ha fatto con la brutale cioè affinare e non stravolgere ,altrimenti cambiategli nome!

Commento RSS · TrackBack URI


Lascia un commento

Devi essere registrato e loggato per aggiungere un commento.