Cambio di tendenza?

Il Salone di Milano è finito e si possono iniziare a trarre le prime conclusioni. La prima è che l’assenza di Honda e Yamaha non si è sentita più di tanto, visto anche che tra tutte e due l’unica novità degna di questo nome era la VFR1200F. In realtà anche agli stand Eicma di Kawasaki e Suzuki si sono visti più che altro ritocchi più o meno radicali ai modelli esistenti e, per tutti e quattro i big giapponesi, la grande assenza - per la prima volta dopo decenni - era quella della solita batteria di  hypersport, anno dopo anno sempre più prestazionali e sofisticate. In effetti si tratta di un segmento di prodotto oggi in crisi, per il suo contrasto evidente con i limiti attuali delle strade e del traffico e che, di conseguenza, ha perso molto del suo appeal verso gli appassionati. Ma, dato che le hypersport erano e sono il fiore all’occhiello della produzione giapponese, questo appannamento - in assenza per ora di alternative valide - si è riflesso sull’immagine complessiva delle quattro Case del sol levante. Infatti, al Salone gli stand più frequentati erano quelli dei produttori europei, da BMW a Triumph, da Aprilia a Ducati a KTM, e soprattutto per moto di taglio turistico, come la rinnovata  R 1200 GS o la sofisticata  e polivalente Multistrada. Aggiungo, a sostegno di questa, tesi un altro dato: nella nostra ricerca “La moto che vorrei” a cui hanno partecipato oltre 6.000 appassionati, tra i modelli indicati come riferimento per i principali segmenti di mercato le proposte giapponesi hanno vinto solo in due casi su nove. Forse è presto per poter affermare che si è ormai di fronte a un preciso cambio dei gusti del pubblico, certo è che i sintomi ci sono tutti ed è interessante vedere quale sarà la risposta di Honda, Kawasaki, Suzuki e Yamaha che è ragionevole aspettarsi in tempi brevi…


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14 Commenti »

  1. di robutrix | 18 Novembre 2009 h. 13:56


    Caro direttore, forse si è dimenticato un grosso particolare: non c’è più acqua per piangere. Chi acquistava una SS era mediamente un 25-45enne con buone disponibilità economiche liquide e un giorno libero a settimana (per sfogarsi). Con il costo della benzina, della manutenzione, eccetera, il mercato è andato in crisi. Non so quante persone siano venute all’eicma quest’anno, ma per me la spesa era eccessiva. Immagino anche per molti altri. Credo che il numero di moto cambiate per smania, quest’anno, sarà minimo, forse al minimo storico. Prenderanno piede moto che consumano meno e sostiutiscono bene la macchina. La moto tornerà a fare la moto, e le supersportive torneranno un po’ di più a stare fra i cordoli, invece che sulle statali. Perché alla fin fine, la passione è bella, ma costa!

  2. di Fabyo0401 | 18 Novembre 2009 h. 14:21


    Se ripercorriamo la storia della motocicletta, si può notare che prima dell’avvento delle moto jap le europee erano all’avanguardia, purtroppo però ad un certo punto si sono fermate vivendo per così dire sugli allori, ora lo stesso stanno facendo i colossi giapponesi, dopo anni di dominio assoluto stanno ripercorrendo gli stessi errori.
    Comunque senza prodotti degni di nota era logico aspettarsi che quest’ultime boicotassero il salone.

  3. di rufus0103 | 18 Novembre 2009 h. 18:23


    Io c’ero e sinceramente non mi aspettavo tutta questa gente, anzi, tutti questi appassionati. Sicuramente l’assenza di Honda e Yamaha si è fatta sentire, però, come al solito, sono quelli che non c’erano ad essere in torto.

    Ammetto che per Honda e Yamaha andare al salone senza niente di “esplosivo” da presentare come novità sarebbe stato riduttivo (VFR1200 e XJ6 carenata saranno sicuramente due best seller 2010, ma non attirano certo l’attenzione che sarebbe concessa al nuovo GSX R1000 o alla nuova R1…).

    Comunque EICMA ha avuto ragione di chi si è tirato indietro e “non c’è venuto”. E forse quelli che non sono venuti a vedere hanno sbagliato ancora di più di quelli che non hanno esposto. Certo, il costo non era indifferente e sicuramente se avessi avuto problemi di “bilancio familiare” la spesa per il salone sarebbe stata tra le prime voci ad essere tagliate!

    Ciao, Raffaele

  4. di bluebottazzi | 18 Novembre 2009 h. 18:32


    Sarebbe bello che ora anche i giornalisti cambiassero tendenza e cominciassero a giudicare le moto in base a cosa hanno da offrire e non in base alla potenza ed al prezzo (nel senso the bigger the better).
    La moto è uno splendido oggetto di personalità che ci permette di godere ancora del viaggio, non un missile per frustrati che prendono la strada per una pista…
    Per esempio, apprezzo molto la HyperMotard 769, mentre mi domando francamente a chi possano servire i 150 CV della nuova Multistrada.

  5. di m800sie | 18 Novembre 2009 h. 18:33


    La crisi economica c’è e tocca tutti i settori economici, case motociclistiche comprese.
    Bisogna fare un plauso alle molte case europee che immagino abbiano compiuto grossi sforzi economici, dato il momento di crisi che stiamo vivendo, per produrre nuovi modelli e partecipare (con costi non trascurabili) alla fiera dell’EICMA.
    Bisogna anche dire che le suddette case hanno nei loro listini moto dal costo d’acquisto medio/alto che in questi tempi non aiuta.
    Mi vien da pensare che i giapponesi abbiano tirato i remi in barca, e preferiscono aspettare tempi migliori per novità e investimenti, mah…
    Certo pensare che i giapponesi “perdano il treno” la vedo dura, hanno pur sempre dalla loro il miglior rapporto prezzo/qualità che li ha sempre contraddistinti.
    Insomma se da una parte abbiamo le case europee che sfornano nuove e belle idee, ma a caro prezzo, dall’altra i “giappo” sembrano prendersi una pausa di riflessione ! Chi avrà ragione ?

  6. di erpinto | 18 Novembre 2009 h. 19:21


    Caro Direttore, dissento ma non troppo.. Ho visitato il salone, e l’assenza della casa che ha dominato il mondo sportivo delle 2 ruote con ben 2 mondiali (Yamaha), nonchè del più grande produttore (per numeri) di moto al mondo, secondo me hanno fatto desistere molti potenziali visitatori. Il commento di robutrix mi pare molto assennato, e di gente in giro ce n’era veramente poca… Se poi parliamo di moto, dissento in toto, in quanto se è vero che il segmento delle sportive (visto i costi!!!) è in crisi, queste rimangono comunque le più desiderate, le più ammirate e le più sognate dagli appassionati!!
    Chi non preferirebbe una Desmosedici ad una dorsoduro?? Cmq Suzuki presentava la rinnovat Gladius (per restare su moto “usabili”) con cilindrata ridotta, cosa che mi sembrava mancare in casa bavarese… quand’è che Ducati farà una 600 da sogno o BMW una 350 turistica? Non è che anche in Europa si dorme sugli allori??

  7. di kddfer | 18 Novembre 2009 h. 19:29


    Caro Direttore,
    anch’io sono uno dei (credo molti) motociclisti che dopo innumerevoli moto di grossa cilindrata ed elevate prestazioni, si è forzatamente (per costi, età, comodità) convertito allo scooter.

    Naturalmente continuo a seguire le gare con passione, sono stato all’Eicma a rimirare le supersportive e le motard (moto divertenti, ma ancora troppo costose per quanto danno al’utente), ma credo che non tornerei più indietro.

    Inoltre con il mio scooter mi tolgo anche (con la dovuta prudenza) qualche velleità di piega.

    Credo che la contingenza economica attuale ed in prospettiva futura ci riporterà (purtroppo) alla situazione di quando io (e certamente anche Rivola e forse anche lei) ero ragazzo: scooter per muoversi (allora era la Vespa) e moto di media cilindrata per divertirsi, mentre la “maxi” (mi vengono in mente Laverda, Benelli, Triumph, Bsa, Honda 750 Four, Kawasaki Z900, etc.) ce le potevamo solo sognare!

    Non è bello, ma ho paura sarà così!

    Salutoni.

    Massimo Ferrari

  8. di sailorman50 | 18 Novembre 2009 h. 21:00


    Direttore,in un periodo di crisi ,ma parlo sopratutto per le famiglie,non si può parlare di”fantascienza”per i più(moto da 10000 euri in su)va bene sognare,ma bisognerebbe spingere verso articoli un pò più parsimoniosi(qualità prezzo alla portata)se no ai tanti come me non ci resta che fare la raccolta delle figurine,di moto naturalmente!Stiamo coi piedi per terra dannazione!

  9. di binobino | 19 Novembre 2009 h. 15:40


    Caro direttore, peccato che non abbia nemmeno nominato Moto Guzzi, che all’Eicma ha saputo mostrare diverse cosine interessanti. Per quanto riguarda le giapponesi, sono d’accordo con lei, forse il mercato si è un po’ saturato e ora occorre davvero cercare l’innovazione… Le sportive? Secondo me interessano una percentuale molto bassa di motocilisti, ma vallo a spiegare ai giornali del settore (che continuano a propinarci prove e test con moto enormi e potentissime - assolutamente inutili, se non pericolose nelle nostre strade)!!!!!!!!

  10. di gatidico | 19 Novembre 2009 h. 15:57


    Le grandi case prive di idee, solo le piccole vedi rieju puma ,hanno capito che il mercato vuole moto da 250 a 500cc economiche ,quando avranno l’affidabilità saranno guai per euro e giap .Ancora moto da 10.000 euro, lo sanno che ci sono auto da 5/6.ooo euro a gpl. Ottime le interpretazioni di o.b. sul numero di questo mese, per scrambler e motard totale, idee semplici ma per questo geniali .I geni delle case con i loro flop mt3 nuovo tenerè ed altri che pietosamente non cito dovrebbero tener conto dei vostri sondaggi. Vi trasmetto un input elencate le moto flop vendite negli ultimi 5 anni fatelo sarebbe utile . Saluti atutti e a tempi migliori

  11. di corzetto | 20 Novembre 2009 h. 14:11


    ma se continuano a sfornare moto da oltre i diecimila una ragione c’è, no?L’italdiota è sempre in agguato all’ultimo cavallo della moda,quando tutto in torno a noi sta miseramente sfasciandosi…..ragazzi non c’è piu un centesimo che gira, negozi artigiani industrie che chiudono e migliaia di posti persi disocuppati a lunga durata.Ora ditemi voi oramai tutte le moto sono fatte con manovolanza e materiale orientale qua ce rimasto pochissimo mentre nelle nostre città si aprono molte filiali di credito al consumo……bisogna pensare molto ormai in italia c’è chi e ricco oppure chi è povero, poi il nulla…………….governo ladro

  12. di madraffa | 21 Novembre 2009 h. 12:40


    Io all’Eicma la mancanza di Honda e Yamaha l’ho sentita abbastanza, e mi era ricordata continuamente dalla miriade di stand cinesi di cui si era riempita la fiera. Molti di questi presentavano prodotti di dubbia qualità e altri addirittura vere e proprie copie, come i finti bauletti Givi.
    A parte questo bisogna riconoscere il grande impegno delle case italiane per tenere alto il nome della fiera. Bellissimo lo stand Ducati con tantissime moto da toccare con mano! E che piacevole sorpresa vedere la Morini e il rilancio della Guzzi.

    Il cambio di gusti verso le supersportive l’ho vissuto direttamente, nel senso che prima mi piacevano molto, mentre adesso ai saloni neanche ci salgo sopra. Ciò è dovuto al fatto che con un po’ di esperienza di guida ho capito che per divertirsi in strada tutti quei cavalli servono a poco, e che la comodità è più importante di semimanubri e carena.
    Oltrettutto negli ultimi anni questi mezzi si sono specializzati troppo verso la pista, mentre oggi la gente cerca mezzi All-Around (come si vede anche dal vostro sondaggio!). Con una moto bisogna poterci andare in città, farsi l’uscita domenicale, poter caricare la morosa senza costringerla a fare un corso di contorsionisto e all’occorenza montare un paio di borse per un viaggetto di qualche giorno.

  13. di saltydog | 21 Novembre 2009 h. 19:23


    un saluto a tutti i bikers. dopo parecchi anni di scooter a giugno ho comprato una moto. un Suzuki Strom 650. e con lei ho percorso già circa 9000 km. ho diversi amici che si muovono in moto (hornet,monster fazer) ma tutti hanno apprezzato la comodità della mia. Credo che per molte persone ,per passare da scooter a moto cerchino certe caratteristiche affini ai due mezzi . E le supersportive non credo che siano in questo target.

  14. di varagarden | 21 Novembre 2009 h. 22:41


    Vedendo le classifiche di vendita delle moto in Italia, pubbicate dalla rivista, si nota sopratutto la vendita di scooter e per lo più Honda, Yamaha e Piaggio, di solito la prima moto è la Hornet (Honda); La BMW vende maggiormente la Gs 1200, ma sempre molto meno di Transalp e Varadero (insieme). Quindi io vedo maggiormente un cambio di tendenza verso lo scooter. Alcuni sono costosi ed accessoriati alla pari di una moto di grande cilindrata. Non vedo neanche lontanamente una supremazia delle moto europee tralaltro più costose sia nell’acquisto che nella gestione e sopratutto meno affidabili nei lunghi viaggi . Ne riparleremo fra un anno quando il nuovo motore del VFR 1200 sarà predisposto anche per i nuovi modelli Honda in cantiere.
    Credo, sentendo gli appassionati, che i costi per girare in pista siano lievitati tantissimo, unitamente al costo della benzina, delle gomme ecc. , scoraggiando l’acquisto di quel tipo di moto che solo in pista può dare il meglio di se.

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