Top di gamma low cost?

L’ultimo blog pubblicato sui dati in rosso del mercato moto di febbraio ha scatenato una ridda di interventi, ma centrati più sul tema delle caratteristiche delle moto in vendita oggi - spesso considerate inutilmente sofisticate quanto troppo costose da acquistare e da mantenere - che sugli incentivi e i numeri delle immatricolazioni. Va notato che molti hanno giustamente sottolineato come in realtà esistano innumerevoli modelli di ottime caratteristiche e di prezzo competitivo, ma è come se non venissero neppure considerati dagli appassionati. I modelli più desiderati, infatti, sono sempre i top di gamma che - riferendoci alle  ultime novità presentate e alle enduro stradali in particolare -  sono poi le BMW GS, la Ducati Multistrada e la Yamaha Super Ténéré. Insomma, sembra di capire che i motociclisti vorrebbero modelli di costo abbordabile ma che, contemporaneamente,  non rappresentino “una seconda scelta”, non abbiano insomma “l’immagine” oscurata da qualche modello analogo ma di classe superiore presente nella gamma della stessa casa. Sembra un assurdo o un controsenso ma, per vendere le medie cilindrate, a quanto pare bisognerebbe abolire i modelli analoghi di cilindrata e classe superiore (oltre che iniettare a queste medie una dose abbondante di sensualità motociclistica giocando su estetica, tecnica, funzionalità e accessori). Insomma, una 600/800 cc da 6.000/8.000 Euro andrebbe benissimo, ma a patto che rappresenti il top di gamma… e che faccia battere il cuore…  Sfida difficile? Forse, ma i tempi cambiano e, soprattutto quelli in cui viviamo, impongono per avere successo di scovare e percorrere nuove vie.  Ma, rimanendo nel nostro settore, soprattutto impongono di non dimenticare che le motivazioni d’acquisto dei motociclisti - fatti salvi i limiti del portafoglio - stanno sempre nel cuore e nella passione mixati con un pizzico di edonismo e di esibizionismo!


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18 Commenti »

  1. di pantah0510 | 10 Marzo 2010 h. 12:07


    E’ come pretendere una Porsche a 30.000€,se vuoi c’è usata altrimenti compri
    un’auto nuova con gli stessi soldi,tutte due ti portano al mare,ovvio diversa
    libidine.
    Anche a me piacerebbe comprarmi la Multistrada nuova e anche una 1198 r per
    andare in pista ma in questo momento non posso e quindi in pista vado con la
    mia fida vecchietta (888sp3) e per turismo ho acquistato usata una
    Kawasaki ZRX1200R con soli 6.000€,non per questo dico che sono
    troppo care le prime due.

  2. di corzetto | 10 Marzo 2010 h. 13:55


    Dai non ci piove le moto e gli scooter per quel che sono hanno un costo eccessivo, se vai a vedere realmente poi la costruzione e qualità globale rimani perplesso.Poi è ora di finire che lo sato debba dare gli incentivi, lo stato siamo noi e quindi siamo noi che paghimo le aziende, cosi il debito pubblico cresce.é fare finanza questa? ma dai è ora che le aziende vendano le moto ad un giusto prezzo senò chiudi punto.

  3. di chapeau | 10 Marzo 2010 h. 14:41


    Ormai il mondo moticlistico rispecchia esattamente come è la nostra socità, c’è una cerchia di persone che possono spendere sempre cifre maggiori per comprarsi una moto al top di gamma, la Porsche, la seconda casa al mare, e dall’altra il resto della popolazione che a stento riesce a mantenere la famiglia! Fugurasi comprarsi la moto nuova. Poi secondo me ci sono anche i pazzi che pur di far vedere che vanno in giro col GS Adventure da 20.000 Euro sono disposti a fare un finanziamento a 60 mesi…!!
    Io mi chiedevo come mai ci sono così tanto BMW GS 1200 in giro, forse le regalano??? E così mi sono recato in una concessionaria BMW di Milano. Ebbene mi sarebbero bastati 500 Euro di anticipo e la mia in permuta e mi sarei portato a casa la Adventure da 20.000 Euro. Quindi significa che anche un morto di fame come me si può portare a casa una moto costosa. Certo poi per mantenerla devo mangiare pastina in brodo tutti i giorni, e andare a dormire sotto un ponte ai Navigli perchè avrei dovuto pagare una rata mensile mostruosa.., ma questo è solo un piccolo particolare!! Io credo, ma è solo una mia impressione, che qualche italiano fa questa vita di m…pur di far vedere che se la passa bene..

  4. di m800sie | 10 Marzo 2010 h. 15:59


    Cioè forse sono io che non ci arrivo, non capisco il senso di questo argomento ??
    Con tutta onestà lo trovo un po’ insensato !!
    Volete convincermi che ora il problema sono le moto di “lusso” che per colpa loro, oltre ad essere impossibili per molti, sfigurerebbero le altre di “seconda scelta” con non so quali “traumi” psicologici dei futuri possessori ??
    Mi rifiuto di credere che ci sia qualcuno che è arrivato a questo livello di “frustrazioni” (per non usare un altro termine) mentali !!
    IO penso che le moto siano belle tutte, e che sia giusto e naturale che vi siano quelle costose e quelle meno, ognuno farà la sua scelta, di cuore, di portafogli, di estetica, di convenienza, di praticità ecc. , ma poi non si deve rendere conto a nessuno tranne che con se stessi per la propria scelta !
    Il mercato delle moto offre molte possibilità e scelte sia di nuovo che di usato, basta usare la testa in modo giusto e non per fare segatura !!
    Materiali leggeri, rifiniture, prestazioni, marchio, prestigio ecc sono tutte cose che si pagano, e se c’è una differenza di prezzo tra moto e moto, ci sarà pur un motivo !
    Però pretendere l’oro al costo del ferro mi sembra eccessivo !
    Finchè si venderanno moto da oltre 10.000 euro vuol dire che c’è la richiesta e la possibilità di farlo e i costruttori lo sanno bene !
    Ripeto… forse non ho capito il senso del ragionamento, ma preferisco rimanere nella mia ignoranza che arrivare a concepire certi pensieri !
    Lamps

  5. di ceccorapo | 10 Marzo 2010 h. 16:10


    Il fatto è che certe moto costano veramente tanto,non sono fruibili per due e sono scomodissime…tanto dove ci si deve andare,se non in circuito?Però una moto che porta due persone,è leggera e viaggia veloce e sicura come una supersportiva,secondo me si può fare,ad un prezzo abbordabile.Tanto le moto iper- specialistiche ci saranno sempre!

  6. di pinolo0601 | 10 Marzo 2010 h. 16:19


    Sarebbe tutto molto semplice: non ho i soldi o è troppo caro, non compro il superfluo e lascio comprare il gs , il multistrada o il supertenerè allo sborrone che gli escono i soldi dal buco del …. Invece no ci indebitiamo perchè anche noi vogliamo essere fighi; quindi la ducati fa una moto da 16000 euro e la fa per il popolo, tanto ci sono le finanziarie per chi vuole ma non ha.

  7. di ga0102 | 10 Marzo 2010 h. 16:20


    Ho sempre sostenuto (e messo in pratica) che non me ne frega una cippa della “passione”, dei modelli “che fanno battere il cuore” o che “emozionano”. Per me il motore (la moto per i non-Romagnoli) è un mezzo di trasporto per scopi ludici. La vera emozione consiste nell’andare in motore, nel viaggio in sè (ma anche nella meta), nel senso di libertà, nel girare in coppia comodi, con tutti i bagagli, senza sedersi su una spada o prendere raffiche di pugni nel petto dall’aria, perchè la protezione aerodinamica sarebbe antiestetica, quindi non esiste. E questo su può fare con molti motori, senza svenarsi perchè c’è sopra un marchio o perchè “è bello e modaiolo” o perchè “emoziona”. Per mia moglie il bello è non frantumarsi le terga su un sellino di marmo largo come uno stuzzicadenti, avere un solido appiglio per tenersi, e non viaggiare con le ginocchia in bocca. Poi, un minimo di prestazioni mi piace, e perchè no, ma non è certo per la forma da “insetto incazzato” o per il fanale “a forma di Torre Eiffel” che scelgo un motore rispetto a un altro. Il prezzo, invece, incide, eccome! E’ obbligatorio avere un BMW per questo? Non di certo! Ci sono modelli di Jap, molto diffusi nel resto d’Europa e meno da noi, che fanno benissimo al caso mio, e che costano circa un terzo di un mastodonte bavarese: vale a dire che te ne compri TRE al posto di UNO. Tanto per citarne alcuni: Bandit, CBF, Fazer (quelli vecchi), Diversion, TDM, alcuni Kawasaki e altri ancora… non molti per la verità. Questi motelli “intelligenti” non è che siano tantissimi, e soprattutto sembrano un po’ “tirati via” in molti particolari, come se fossero rivolti a una clientela talmente ridotta nel numero da non poter proporre eventuali migliorie. Ma agli Italiani, manco a dirlo, non piacciono…

  8. di pantah0510 | 10 Marzo 2010 h. 16:23


    costa tutto troppo per chi è cresciuto con la lira,ma poi hanno voluto l’Euro,io no,e queste sono le conseguenze,il potere di acquisto si è dimezzato su tutto,non ditemi che sono care solo le moto e non le auto,ma le nuove generazioni alle quali puntano gli econimisti non fanno il rapporto con la lira e per loro risulterà normale e non diamo la colpa alle aziende,io al mio dipendente davo uno stipendio di 1.500.000 lire con l’euro è diventato 1.200 € ,cioè 2.400.000 lire quindi è ovvio che aumentando i costi aumentano i prezzi!!
    ps.grazie Prodi e tutti quelli che hanno voluto la comunità europea

  9. di LMax0603 | 10 Marzo 2010 h. 19:59


    La ragione per cui si vendono meglio i modelli top di gamma è perchè la moto non è per molti un mezzo di trasporto ma per lo più un mezzo ludico quindi è più facile vendere un oggetto che scatena passione, cioè la buona vecchia libidine.
    Il Bmw Rs1200 si vende perchè come il Tmax Yamaha fà status symbol e poi è una moto che tiene molto il mercato come usato

    Riguardo al discorso vendite in calo credo che i motivi fondamentali oltre alla sbandierata “crisi” siano:
    - l’uso SPORTIVO della moto è fortissimamente limitato rispetto a 20 anni fà (autovelox,pattuglie, verdi etc etc)
    - Andare a girare in pista costa uno sproposito.
    - Patente moto specifica (prima si guidava con la patente b qualsiasi moto)
    - La demografia italiana è deficitaria e non crolla solo per l’apporto dei figli degli immigrati che però o non hanno reddito per una cosa superflua come una moto oppure per cultura non gliene frega una cippa della moto ma invece mirano all’auto perchè nei paesi di origine la moto è da sfigati (Cina, nord Africa, America del sud etc)

    Dei potenziali clienti delle moto ci sarebbero e sono i vecchietti come me della fascia 42 - 58 anni ma i produttori di moto, giapponesi in testa ormai da anni non riescono a partorire delle moto veramente innovative che catturino la libidine dei motociclisti di mezza età.

    Vado in moto dal 1976 , ho corso nel cross negli anni d’ore e più recentemente nel supermotard ma in verità vi dico che le moto attuali mi fanno pena, senza paerlare di con che materiali e come sono fatte, delle schifezze.
    Quiandi ho mi propongono i costruttori una vera “moto Viagra” oppure andrò avanti ad andare in giro con il mio bel Honda Sh e pace Amen

  10. di leopw | 10 Marzo 2010 h. 21:57


    ma quante parole gente…quante parole…non condivido affatto che le moto debbano essere comode,pratiche,noiose,ecc ecc…ognino si compra la moto che preferisce,a seconda di quel che gli piace fare.e in ogni “genere” di moto ci sono i top gamma e non,e come in tutte le cose i top di gamma di pagano di più,per una serie di motivi decisamente palese. se uno poi vuole vivere al di sopra delle sue possibilità,fatti suoi,chi magari è più coscenzioso fa una scleta più ragionata. bona..tutto ciò che è “lusso” o considerato ale,si paga,e caro. e non vedo il perchè non debba essere così..

  11. di emmecalo | 11 Marzo 2010 h. 00:54


    L’atteggiamento in questione è tipicamente italiano.Ad es.all’estero trovi una FIAT o una AR full optional al prezzo della base in Italia:non hanno la nostra iperindividualità che ci fa spendere smodatamente solo per apparire.Lo stesso vale per le esagerate cifre spese per scarpe di plastica,di stile coatto,quando con la stessa somma si acquistano scarpe in pelle di ottima fattura.Così è per le moto.Si va a cercare l’ultimo ritrovato tecnologico quando poi per trovare un biker che si faccia una gita da 300 o 400km devi penare.Oppure li vedi sfrecciare in autostrada oltre i 200 per poi trovarli spompati al distributore mentre tu prosegui.Ecco che poi le gomme si buttano a 7/8000km oppure si montano marmitte da 2000euro e così via.La realtà è che siamo un popolo che bada più all’inutile quanto sfarzoso orpello che alla sostanza,Per un attimo ho sperato che la crisi economica avesse riportato alla ragione gli spendaccioni compulsivi ma noto come tutto stia ritornando al solito spreco.Comunque chissenefrega se si comprano moto da 20.000euro o la giacca tecnica ultimo modello.Io la mia tourer (Honda CBF 600) la uso tutti i giorni e ci faccio 24/27.000 km l’anno e la curo tantissimo perchè poi il piacere del vento, degli odori, del paesaggio, delle curve, dell’osteria, del paesello ma soprattutto della libertà li hai comunque e sono una ricchezza indipendente dal tipo di moto che possiedi ma dovuta solo al tuo cuore di biker.Il resto, più che noia, è inutile fuffa. Lamps a tutti.

  12. di gatidico | 11 Marzo 2010 h. 08:30


    lasciamo perdere la politica se non si sa di che si parla, la colpa è nostra ci sono moto come la sr 400 ,klr 650 gladius 400 ed altre che non sono importate perchè non adatte al mercato italiano!?Io penso perchè gli stupidi comprano moto da 15.000 euro e la case non vogliono rovinarsi il mercato delle maxi italiano, vende una moto che costa come due e la manuntenzione come quella di una mercedes, poveri coglioni, la colpa è anche delle riviste più servizi su moto come hyosung, axy leonart, puma falcon , dazon moto da 250 cc a 400 cc a un prezzo attorno ai 3.000 4.000 euro con la vendita di queste moto la concorrenza aumenterebbe i prezzi dovrebbero essere più bassi.Poi le moto di uso quotidiano dovrebbero andare velocità codice invece 300 km ora e giù abs tripli dischi e altre cose del genere tanto a300 poco fanno bella idea anzichè andare piano andate forte e spendete per i dispositivi ,tipicamente italiano

  13. di rico1071 | 11 Marzo 2010 h. 10:29


    L’acquisto di una moto è qualcosa di assolutamente emozionale e irrazionale, chi ragiona col cervello compra un piaggio mp3 e non una Mv agusta f4. Il problema è che i famosi modelli “intelligenti” hanno l’appeal e la sensualità di una casalinga di Voghera la mattina appena sveglia con l’alito pesante ed i bigodini in testa… Mi sembra ovvio che le fantasie dell’acquirente si rivolgano a ben altri lidi.
    E dire che ci vorrebbe relativamente poco per creare dei modelli che facciano “sognare” l’acquirente senza avere 180 cavalli o costare 20.000 euro. Prendiamo due moto simili ma con successi commerciali opposti la kawa z750 e la suzuki gladius, tecnicamente le due moto si equivalgono ma una delle due suscita emozioni (immotivate…ma le suscita) l’altra ispira solo tenerezza per la sua forcella misera, le sue plastiche da scooter etc etc.
    Per anni il monster 600 dark è stata la moto più venduta e non mi sembra che non esistessero in giro moto tecnicamente più evolute.
    tutto questo solo per dire che a mio parere è solo una questione di immagine del prodotto e commercializzazione… io ritorno dell’opinione che una Aprilia con la ciclistica della rs250, il motore 550 bicilindrico del motard ed un look sportivo estremo, se ben pubblicizzata potrebbe vendere tanto quanto le più blasonate 1000 !!!

  14. di vin73 | 11 Marzo 2010 h. 12:29


    Salve a tutti gli svalvolati, a parte il caro prezzi moto io ho una 848 c’e´ il caro assicurazione che ti brucia almeno dalle mie parti, io con franchigia per 6 mesi avrei dovuto pagare 480 euro poi per fortuna ho trovato una opzione migliore e ne pago 390 senza franchigia.Mi stavano facendo passare la voglia ma poi la passione ha il sopravvento grazie a DIO ma e mai possibile che per una moto devo pagare cosi tanto?questa e la mafia delle polizze assicurative e poi si lamentano che c’e´crisi non si vendono moto e ne risente tutto il comparto bisogna che qualcuno se ne occupi seriamente xche’ ne vale tanti posti di lavoro,e poi non parliamo di assicurare uno scuter 50Cc fai prima ad assicurare una 1000.

  15. di pistone88 | 11 Marzo 2010 h. 14:44


    tutto il mondo giro intorno ai quattrini … se potessi comprerei pure io una supersport per girare in pista ma i soldi non li ho, anche perchè con 13-14.000 euri mi compro una macchina! ma vi rendete conto? a parità di prezzo fra una macchina e una moto, la macchina è composta da migliaia di pezzi mentre per la moto li conti su due mani… posso capire che le case motociclistiche devo fare i guadagni su quei pochi pezzi che vendono ma così è da CIUCCIASOLDI! credono che siamo dei deficenti che comprano le moto ad occhi chiusi a seconda delle emozioni e dell’utilizzo, secondo me non hanno capito un c….o di come gira il mondo. se dimezzassero i prezzi, le strade italiane sarebbero invase dalle 2ruote, poco ma sicuro.

  16. di pantah0510 | 11 Marzo 2010 h. 15:10


    12: per fortuna che ci sei tu con la tua intelligenza e ci guidi verso la retta via….
    o nuovo messia dicci che moto dobbiamo comprare per essere intelligenti….
    una youssung o come diavolo si scrive oppure qualche altra diavoleria cinese…
    sono felice di essere ignorante e guidare un mezzo che mi dà emozioni e non un accrocchio meccanico che mi sposta e poi c’è chi preferisce spendere soldi per la moto che usa tutti i giorni e fregarsene della macchina bella….magari tu invece hai
    la mini …..

  17. di multimarco | 12 Marzo 2010 h. 09:11


    Esibizionismo e a volte ignoranza ,perchè a ben vedere spesso queste moto non dovrebbero costare così tanto e le case ci marciano ,aprite gli occhi! non è tutto oro quello che luccica.
    Poi come ha già detto qualcuno con 1000 rate piuttosto che lasciar perdere saltano il pasto e dormono sotto i ponti.

  18. di pierdi27 | 12 Marzo 2010 h. 10:03


    Io penso che specialmente il settore delle supersportive sia destinato in futuro a cambiamenti di rotta .A mio parere con la tecnologia di oggi c’è la possibilità di costruire supersportive di medio-piccola cilindrata che potrebbero cognugare prezzi abbordabili e piacevolezza di guida, magari plurifrazionate agili e performanti non meno emozionali delle sorelle maggiori.Chi non farebbe sognare una MV500 3cilindri o una DUCATI5oo Pantah,un’ HONDA 250 4cilindri,l’ altro vantaggio è che si vedrebbero in pista piloti meno “impacciati”.Inquanto alla diatriba BMW gs SI oNO,tanto di cappello al marketing bmw :riesce a vendere una buona moto (come ciclistica) con un motore vetusto al prezzo di una supersportiva top di gamma…….

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Profondo rosso

Con solo 17.415 immatricolazioni tra moto e scooter, il passato mese di febbraio rappresenta un record negativo per il mercato italiano delle due ruote, addirittura inferiore di ben il 7,4% rispetto al già pessimo febbraio 2009. In più, questa volta a scendere sono stati anche gli scooter (-4,9%) che avevano retto le vendite per tutto l’anno passato, mentre le moto hanno subito un nuovo calo a due cifre (-11%).
Il motivo di questa debacle sta nella somma degli effetti perversi  della fine degli incentivi e dell’incertezza sul loro rinnovo. E così il mercato si è completamente fermato: infatti, chi poteva ha realizzato il suo acquisto a incentivi ancora attivi e gli altri per ora aspettano, in attesa di conoscere le decisioni del Governo. Purtroppo, tra imminenti elezioni regionali, scandali e problemi vari quest’ultimo per ora temporeggia, nonostante sia continuamente pressato perchè si arrivi al più presto  una definizione degli incentivi 2010 che, in più, pare possano attingere a una disponibilità limitata a 300 milioni di euro da dividere tra tutti i comparti industriali che si vorranno aiutare. Dato che la primavera è alle porte e, di conseguenza, si sta per entrare nel pieno della stagione di vendita, è urgentissimo che questa situazione di incertezza si chiarisca: se incentivi devono essere che arrivino subito, oppure che si sappia senza perdere altro tempo che non ci saranno. Non sarebbe un dramma visto che, prima o poi, il mercato dovrà tornare a camminare con le sue gambe ma, ripeto, l’importante è che una decisione in questo senso venga presa subito!

 


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Il nostro Speciale caschi

La polemica non si placa: ha iniziato la rivista Altroconsumo denunciando che su 15 caschi jet testati da loro 5 non passavano i testi ECE05 di omologazione. Hanno risposto i costruttori ritestando i prodotti incriminati per dimostrare che invece erano a norma e la querelle è continuata, senza che per ora si sia arrivati a qualche conclusione o a qualche certezza su un tema così delicato. E così gli utenti sono confusi e preoccupati. Quindi, che fare? Ne abbiamo discusso a lungo in redazione, e siamo giunti alla conclusione che il nostro contributo doveva passare attraverso una grande operazione di chiarezza, del tutto indipendente dagli interessi (anche economici) dei protagonisti di questa vicenda e il più possibile oggettiva, che avesse il fine di spiegare esattamente ai nostri lettori che cosa sono le norme di omologazione dei caschi, come si svolgono i test, che cosa garantiscono e cosa no, com’é costruito un casco e quali sono gli elementi importanti da considerare quando se ne deve scegliere uno. Sempre per dare un quadro informativo il più ampio possibile, abbiamo anche intervistato i colleghi di Altroconsumo, per farci spiegare la filosofia e le modalità della loro prova che ha dato origine questo gran polverone. Abbiamo così preparato uno speciale (realizzato da MariaVittoria Bernasconi e da Riccardo Matesic) che trovate sul sito nella sezione “Info Point” oltre a essere strillato direttamente dalla home page del sito. Si tratta di 8 articoli che  costituiscono  una guida completa alla conoscenza e alla scelta di questo accessorio da cui dipende tanto della nostra sicurezza e della nostra incolumità.
Consiglio a tutti di leggere con attenzione questo dossier e anticipo solo una piccola ma importante conclusione: l’attuale omologazione ECE05 è adeguata a garantire la sicurezza dei caschi oggi in vendita, ma va considerata unicamente la condizione indispensabile perchè un prodotto possa finire sugli scaffali dei negozi. Appurata questa condizione di base, tra casco e casco possono poi esistere differenze essenziali anche in termini di sicurezza visto che, solo come esempio,  un modello del tipo Jet protegge meno di uno integrale, anche se entrambi passano i test di omologazione.  Vanno poi considerate caratteristiche quali comfort, durata nel tempo, disponibilità di funzioni particolari, finiture, ecc. ma, in questo campo, non esistono certificazioni; bisogna quindi basare le proprie scelte su una conoscenza approfondita dei prodotti che si stanno prendendo in considerazione per l’acquisto.
Insomma leggete e fateci sapere se abbiamo raggiunto o meno lo scopo di chiarezza che ci eravamo prefissati. Esponeteci anche tutti i vostri dubbi e le vostre perplessità: risponderò a tutti su questo blog anche con l’aiuto dei colleghi che hanno realizzato la nostra inchiesta.

Vai allo Speciale caschi.


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L’ora della sfida

I dati di mercato di inizio 2010 dicono che la moto più venduta in assoluto in Italia è la BMW R 1200 GS, con ben 325 esemplari immatricolati nello scorso mese di gennaio tra versione standard e versione Adventure. Considerato che i due modelli in questione hanno un prezzo su strada rispettivamente di ben 14.550 e 15.800 euro senza accessori, si capisce come - soprattutto in questo momento di crisi - rappresentino un eccellente business per la loro casa produttrice. Considerato in più che le GS dominano incontrastate nel loro segmento di mercato, è ovvio che siano numerosi i concorrenti che meditano di rubargli qualche cliente! Ma non è affatto un obbiettivo facile da raggiungere. Infatti, un po’ per la caratterizzazione molto forte data dal motore Boxer che è una loro esclusività, un po’ per il progetto complessivo assai sofisticato, un po’ per la maturità raggiunta da questo modello dopo decine di migliaia di esemplari prodotti, non è certo sufficiente prendere un buon bicilindrico, inserirlo in un telaio adatto e vestire il tutto da off-road per poter mettere in discussione la loro supremazia. E così fino ad oggi i potenziali concorrenti (Dalla Honda Varadero alla Suzuki V-Strom, dalla Moto Guzzi Stelvio alla Triumph Tiger) o hanno rinunciato del tutto a questa lotta impari oppure si accontentano di quote minime delle vendite. Unica concorrente degna di nota per ora è rimasta la sola KTM 990 Adventure, che ha però un taglio specialistico che la taglia fuori dai grandi numeri.
Ma qualcosa sta cambiando. Infatti, nei prossimi mesi saranno disponibili dai concessionari la Ducati Multistrada (ma di taglio più stradale e sportivo) e - soprattutto - la Yamaha Super Ténéré, di pari cilindrata, dotata di trasmissione cardanica, con una storia e un blasone che ne giustificano le dichiarate ambizioni. Vedremo soprattutto di quest’ultima, di cui si sa ancora poco o nulla, se potrà diventare una concorrente vera dell’attuale regina. Poi pare che anche in Honda stiano decidendosi (sarebbe ora!) a dare una degna erede alla mitica Africa Twin e, in Aprilia, i recenti successi alla Dakar stanno spingendo a realizzare un’erede della Caponord utilizzando il V Twin di 750 cc (ma è disponibile anche un’evoluzione a 1.200) che già equipaggia Shiver e Dorsoduro. Insomma, la sfida - questa volta - forse sta davvero prendendo forma!


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Incentivi si, incentivi no

La notizia di oggi è che il Governo non sembra orientato a rinnovare gli incentivi per le auto, un po’ - sembra - per le note diatribe con Fiat riguardo alla sorte dello stabilimento di Termini Imerese - un po’ sulla falsariga di quanto sta accadendo in altri paesi europei che li stanno riducendo o abolendo del tutto.
Le risorse destinate a questi incentivi andranno ad altri settori in difficoltà, dal tessile agli elettrodomestici e, per ora, non si sa che cosa accadrà a quelli destinati alle due ruote. Secondo nostre informazioni, l’Ancma (l’associazione confindustriale dei produttori) ha chiesto che gli incentivi vengano rinnovati anche per il 2010, pur con criteri un po’ differenti rispetto a quelli appena scaduti. La richiesta è che i nuovi incentivi valgano senza distinzione per tutte le moto e gli scooter in vendita, per un valore pari al 10% del prezzo di listino ma con un tetto massimo fissato a 750 euro. Se i contributi ci saranno a noi il criterio descritto sembra ragionevole ma, se il Governo deciderà di tagliarci fuori da questo aiuto, forse non sarà una tragedia. Infatti, ci sono produttori che gli incentivi non li considerano utili (o, addirittura, li considerano dannosi per il mercato) e, di conseguenza, non li hanno mai applicati. Altri, invece, ne hanno usufruito ma preferirebbero che non venissero rinnovati in quanto, in ogni caso, rappresentano una stortura degli andamenti naturali delle vendite. Infatti, il loro effetto è quello di concentrare gli acquisti in certi mesi dell’anno per poi bloccarli completamente nei periodi di transizione, quando gli incentivi vecchi sono ormai terminati e non si sa se e quando arriveranno quelli nuovi.
Ma nel lungo periodo, sostengono questi critici, la somma delle vendite non cambia.
Il danno certo è invece dato dall’incertezza o meno sul rinnovo che congela letteralmente le decisioni di acquisto degli utenti , ed è a questa richiesta di chiarezza e di certezze che il Governo dovrebbe assolutamente rispondere, stringendo i tempi delle sue decisioni.


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Un attivo in rosso

Dicono le statistiche che nello scorso gennaio è stato immatricolato il 25,5% di veicoli in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Prima di farsi prendere dall’entusiasmo, però, è opportuno analizzare bene da quale situazione deriva questo dato e come sono composti i numeri che hanno dato origine a questa percentuale. Tanto per iniziare, il dato con cui ci si confronta è quello del gennaio 2009, un mese davvero nero nella storia recente del mercato delle due ruote. Se invece si prende a paragone il gennaio 2008, si scopre che allora furono immatricolate 25.896 unità, il 27% in più circa rispetto a quest’anno.
Il secondo aspetto riguarda gli incentivi statali, scaduti nello scorso dicembre e per ora non rinnovati. Questo ha fatto si che molti contratti siano stati stipulati a fine 2009 e, di conseguenza, il gennaio 2010 beneficia di questi acquisti anticipati. Se però gli incentivi in questione non verranno rinnovati (e nel momento in cui scriviamo non ci sono affatto indicazioni chiare da parte del Governo) le prospettive per il mese in corso e per quelli successivi rimangono davvero buie. Andando poi a scorporare le immatricolazioni tra moto e scooter, si vede come questi ultimi siano cresciuti del 40,2% rispetto al gennaio 2009, aumentando ancora il loro peso rispetto alle ruote alte che si sono fermate a un + 1,9%, per altro un po’ drogato da  stock di “km 0″ immatricolati da alcune Case. Se infine si vanno ad analizzare le cilindrate preferite dai consumatori, si nota un netto fenomeno di discesa un po’ in tutti i segmenti. Negli scooter prevalgono i  “soliti” 125 cc (che si guidano anche con la patente B) seguiti da quelli di cilindrata compresa tra 300 e 500. Ma anche nelle moto ricompaiono le 125 cc e le vendite si concentrano nella fascia fino a 500, mentre perdono le cilindrate medie fino a 750. Regge invece la parte alta del mercato, dove il successo delle maxi enduro on off porta a un significativo + 15,7%. E per chiudere con un ultima nota negativa, i 50 cc scendono ancora facendo segnare un’ulteriore perdita: -2,4%. In conclusion, anche se gennaio pesa poco sul totale annuo delle immatricolazioni (circa il 5%), la partenza del 2010 è davvero negativa e densa di incognite: quindi, prima che la stagione di vendite entri nel vivo con la primavera, servono decisioni rapide sugli incentivi che, o vengono rinnovati subito, oppure va chiarito senza indugi che non ci saranno più.

 

 

 

 


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La Babele dei freni

Parlo in redazione con alcuni tecnici che operano nell’ambito dei sistemi di frenata per le moto, e il discorso spazia dai controlli elettronici, alle nuove tecnologie, al contributo che il progresso tecnico può dare alla sicurezza. Tutti discorsi davvero importanti, che aprono anche qualche finestra interessante sul futuro tecnico delle due ruote. Però mi sorge spontanea una domanda: il primo e fondamentale passo sulla strada della sicurezza è l’uniformazione dei sistemi e dei relativi comandi, così come è stato realizzato già da molti anni in campo auto. Per le moto e per gli scooter, invece, sono contemporaneamente in circolazione sistemi di frenata integrale (con o senza ABS, assistita o manuale) con comportamenti del tutto diversi tra loro. Ricordo, per esempio, scooter dove la frenata integrale è attivata dalla leva sinistra sul manubrio, altri che hanno la stessa funzione a destra, sistemi che prevedono di poter azionare autonomamente i freni posteriore e anteriore e altri dove queste scelte non sono previste. Ora, se scendo da una moto o da uno scooter e salgo su un altro, avere diversi sistemi di funzionamento con funzionalità (e criticità) differenti è sicuramente un fattore di pericolo, per l’impossibilità di poter eseguire d’istinto manovre di emergenza con la certezza che l’effetto sulla dinamica del veicolo sia sempre sostanzialmente lo stesso. Quindi, vista la diffusione sempre maggiore che avranno nel prossimo futuro i sistemi di frenata integrale assistiti dall’elettronica di bordo, ritengo che il tema dell’unificazione normativa di sistemi e comandi sia prioritaria. Poi ben vengano ABS, giroscopi, controlli di trazione, frenasterzo intelligenti e - in nome della sicurezza attiva  - chi più ne ha più ne metta. Mettetemi e metteteci però nella condizione che all’attivazione di ogni leva o pedale su moto e scooter corrisponda sempre lo stesso tipo di reazione!


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Sorprese di primavera

Tra le grandi delusioni dell’autunno c’è stata la defezione di Yamaha al Salone di Milano ma, soprattutto, la mancata presentazione da parte della casa giapponese di novità “di sostanza”, in primis la Super Ténéré di cui si vagheggiava da tempo. In realtà, al Salone di Tokyo si è vista una sorta di scultura bendata che dovrebbe anticipare questa endurona on-off spinta da un bicilindrico parallelo di 1200 cc e, successivamente, è stata distribuita alla stampa la foto di un particolare del muso della FZ8, una naked che ha l’obiettivo dichiarato di sfidare la leader di vendite in Italia di questo segmento, la Kawasaki Z 750.
Il tutto faceva presagire ritardi nella disponibilità reale di queste novità interessanti. Invece, voci attendibili da Gerno di Lesmo dicono che entrambi i modelli saranno disponibili dai concessionari prima della prossima estate. A fine mese si dovrebbero quindi vedere le fotografie complete e definitiva della FZ8 e, a seguire, quelle della Super Ténéré. Ci sembra una notizia positiva in quanto, in entrambi i casi, sembrerebbero prodotti davvero interessanti, indispensabili per smuovere un mercato delle moto che, anche in gennaio, ci risulta in ulteriore calo e retto, come ormai da un anno a questa parte, solo dalle vendite di scooter.
Adesso ci piacerebbe ricevere qualche notizia altrettanto positiva da altri produttori: per esempio che Honda ha rimesso in pista il progetto della sempre rimpianta Africa Twin, che Moto Guzzi sta finalmente riprogettando la serie “piccola” dei suoi modelli o che Piaggio ha finalmente deciso di spingere con più decisione sulla famiglia MP3, mettendo in cantiere una versione più piccola e compatta - di 125-3200 cc - del suo interessantissimo tre ruote che - per ora - non ha rivali sul mercato! Ah, un ultima nota: ieri sono stato in Ducati e gli ho lasciato un buono permanente per una copertina su Dueruote se si decideranno a tirare fuori dall’armadio polveroso dove giace il mitico nome “Scrambler”!


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L’inverno degli Italiani

Fa freddo e l’incertezza su come si evolverà il nuovo anno mantiene un clima  generale un po’ sottotono e depresso. Insomma, per ora il motociclismo rimane in letargo anche se - bella sorpresa! - sono le Case italiane a vivacizzare queste prime settimane del 2010. Tanto per iniziare Aprilia si sta battendo bene nella Dakar sudamericana, maratona in cui è al debutto ma dove per ora occupa un ottimo terzo posto in classifica generale dietro alle “solite” KTM. Non male, visto in più che a Noale possiedono degli ottimi biclindrici, sia nella versione corsa utilizzata in questa gara, sia nelle cilindrate di 750 e 1200 cc e che ben si presterebbero a realizzare qualche efficace endurone on off da granturismo, segmento dove le vendite non stanno andando affatto male nonostante la crisi. Chissà che non ci stianmo pensando! Poi Ducati che, a Madonna di Campiglio, dichiara esplicitamente il desiderio di avere per l’anno prossimo in squadra un pilota italiano che, ovviamente, altri non è che il mitico dott. Rossi. Questa ambizione è giustificata da più fattori, dalla competitività della Desmosedici alla forza della squadra recentemente riorganizzata ma, soprattutto, dalla presenza di uno sponsor come Marlboro che consente di progettare il futuro non solo pensando a tagli e riduzioni di costi come sta accadendo a gran parte dei concorrenti. E visto che nel 2010 scadono tutti i contratti dei top rider della MotoGp non è difficile immaginare che ci sarà un gran rimescolamento di carte, con Honda che cercherà a tutti i costi un pilota in grado di tornare a vincere il mondiale (e avendo in squadra Livio Suppo evidentementer pensano a Stoner…), Yamaha dovrà cercare di non perdere la supremazia conquistata in questi anni e… la rossa pensa a Rossi… Vedremo che succede. Quindi un applauso all’attivismo delle Case italiane e - pensando al futuro prossimo venturo - un sincero in bocca al lupo a Casey Stoner, che ha la possibilità di battersi con ottime probabilità per conquistare alla Casa Bolognese il mondiale che sta per iniziare!


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Mercato: i numeri del 2009

Con un rush finale, nei mesi di novembre e dicembre 2009 le immatricolazioni hanno raggiunto le 404.767 unità totali, superando - seppur di poco (+0,3%) - il risultato del 2008. Visto come era partito il mercato all’inizio dello scorso anno c’è da tirare un sospiro di sollievo, anche se questi numeri contengono molte ombre e vanno ben interpretati. Tanto per iniziare va considerato l’effetto degli incentivi statali, il cui rinnovo non è stato ancora confermato e, di conseguenza, è stato anche questo dubbio a spingere i consumatori all’acquisto nel  bimestre passato. Il rinnovo degli incentivi è quindi urgentissimo, pena il blocco delle immatricolazioni in questo inizio del 2010. Il secondo punto riguarda la tipologia dei mezzi venduti, che si è concentrata sugli scooter (che rappresentano ormai il 73% dell’immatricolato totale) un po’ in tutte le fasce di cilindrata  comprese tra 125 e 500 cc. Le moto, al contrario,  sono rimaste in crisi per tutto l’anno passato chiudendo con un pesante - 20,2% che porta le loro vendite (109.345 unità) ai valori di 10 anni orsono. La crisi è stata sentita soprattutto dalle supersportive (ormai troppo specialistiche e con prestazioni non sfruttabili sulle strade aperte) mentre hanno retto meglio naked, supermotard e custom. In più, hanno subito perdite minori le cilindrate da 1.000 cc in su rispetto alle medie di 600-750 cc. Questi dati fanno pensare che la crisi sia legata non solo alle difficoltà generali dell’economia ma, anche, alla necessità di ripensare i modelli da proporre al grande pubblico che avrebbe necessità di mezzi versatili, adatti a tutti, di costo ragionevole come acquisto e gestione. Insomma, l’impressione è che per le moto alla crisi economica si sia sovrapposta una crisi di idee e di prodotto dopo anni di rincorsa a cilindrate, pesi, potenze e prestazioni sempre più esasperati. Se la nostra analisi è corretta, a questo punto il nostro auspicio è che il Governo vari al più presto il rinnovo degli incentivi e che i centri studi delle Case sfornino già in questo 2010 le nuove generazioni di prodotti che il mercato si aspetta.

 

 

 


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